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lunedì 9 aprile 2012

Matematica insiemistica - Insiemi numerici



Il 15° Censimento generale della popolazione e delle Abitazioni (2011)


L'Istat ha organizzato i lavori, per il Censimento della Popolazione del 2011, con modalità innovative per limitare l'onere operativo sugli enti locali, da sempre coinvolti nella rilevazione sul campo, diminuire il carico per i cittadini chiamati a compilare i questionari, migliorare, infine, l'accuratezza dei dati e la tempestività nella loro diffusione.
La principale innovazione è quella delle liste anagrafiche comunali (LAC), ossia i questionari sono distribuiti per posta e non più dai rilevatori e i rispondenti possono scegliere fra diverse soluzioni per la loro compilazione e restituzione: web, posta, centri di raccolta.
Per sperimentare le nuove strategie nel 2009 è stata effettuata un'indagine pilota che ha coinvolto 82.735 famiglie di 31 comuni.
I risultati
Il 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni (concluso il 29 febbraio 2012) è stato un ottimo risultato avendo coinvolto quasi tutta la popolazione residente (italiana e straniera): infatti il 96% dei questionari è stato regolarmente consegnato attraverso le tre modalità di restituzione previste: via Internet, presso i centri comunali di raccolta e gli uffici postali.
Il risultato più rilevante è stato quello ottenuto dal web: sono 8 milioni 432 mila le famiglie che hanno scelto di compilare il questionario via Internet, il 32,8% del totale. Si è trattato della più grande operazione di compilazione online avvenuta nel nostro Paese. Nonostante ciò, il canale più utilizzato è stato quello dei centri comunali di raccolta scelti dal 41,4% dei rispondenti mentre il 21,7% ha riconsegnato agli uffici postali.
I commenti
Per il presidente dell’Istat Enrico Giovannini si tratta di un censimento “molto diverso da quelli del passato”, in linea con il regolamento europeo che fissa domande uguali per tutti i Paesi. La vera novità della rilevazione 2011 è che per la prima volta i cittadini possono rispondere alle domande attraverso la rete. Ma quando è scattata l’ora X qualcosa non ha funzionato. Più di mezzo milione di accessi al sito dell’Istat nelle prime ore di domenica 9 ottobre hanno fatto andare in tilt il sistema informatico, scatenando una serie di proteste da parte del popolo del web. Forse l’Istat non aveva previsto, nonostante un italiano su due abbia un accesso a Internet, un numero di richieste così alto.  Del resto l’Italia si colloca al ventesimo posto tra i Paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda l’utilizzo di Internet da casa. Lo stesso Giovannini qualche giorno prima dell’avvio del censimento aveva detto ”Questo di Internet è un punto interrogativo. Non sappiamo quale percentuale userà il web. Noi stimiamo il 40%, speriamo si arrivi al 50%”.  Nonostante il flop del primo giorno, il censimento online piace:  ad oggi il 41% delle famiglie ha scelto questa modalità di compilazione.
Veniamo ora alle domande, che cosa c’è di nuovo rispetto ai precedenti censimenti? In questi 150 anni  le domande sono cambiate per cercare di stare al passo coi tempi e fotografare l’Italia che cambia. Il censimento 2011 è più attento all’ambiente, all’uso delle tecnologie, ai problemi di salute e per la prima volta riconosce le coppie di fatto. In particolare gli italiani dovranno indicare il combustibile usato per l’impianto di riscaldamento e l’eventuale utilizzo di impianti di energia rinnovabile. Sul fronte della tecnologia dovranno rispondere sulla disponibilità di telefonini e connessioni a Internet.  Sono state inserite anche quattro domande, a cui però non è obbligatorio rispondere, sui problemi di salute che possono influenzare la vita quotidiana (problemi di vista, udito …). Infine le coppie di fatto, anche omosessuali, entrano nel censimento: tra le possibili relazioni che un italiano ha con il capofamiglia con cui vive è stata aggiunta la voce “Convivente in coppia con l’intestatario”.
Quanto ci costa essere censiti? In totale 590 milioni, tra contributi agli enti locali, spese postali, Internet e personale. Più o meno 10 euro a testa. Un terzo di quanto spendono gli Stati Uniti, poco più di quanto spendono gli inglesi.

Il mio parere
Secondo questo è stato un grande traguardo per l’Italia: utilizzando il web per compilare un questionario importante come il censimento ci siamo resi conto come la tecnologia possa semplificarci la giornata: invece di dover andare all’ufficio postale per ritirare un questionario, ci si può collegare al sito dell’ISTAT col computer dell’ufficio o col PC a casa e compilare il fascicolo elettronico spendendo al massimo un quarto d’ora della giornata. Difatti, come ho scritto prima, ciò ha riscosso un enorme successo. Spero questo sia solo l’inizio di un’era in cui l’uso degli strumenti informatici e la rete possano sostituire i fogli cartacei in modo da organizzare tutto con un computer, un tablet e ciò che il futuro ci riserverà.